Perché la maggior parte delle diete fallisce nel lungo periodo?
Da lunedì mi metto a dieta;
Da domani niente più dolci:
Ormai dopo le vacanze;
Basta non comprerò più quei biscotti:
Forse è capitato anche a te di dirti almeno una volta queste frasi o di sentirle da qualcuno a te vicino. Quando si inizia una dieta, spesso restrittiva e letta da qualche parte o scaricata da internet, il processo è più o meno questo:

Allora pensi che il problema sia quella dieta specifica e quindi vai alla ricerca di un’altra dieta da provare ma con una maggiore dose di delusione e il ciclo ricomincia! E se fosse proprio l’idea di base a non funzionare?
L’idea che per iniziare a prenderti cura di te deve arrivare il lunedì mattina, il dopo l’estate o il dopo le vacanze di Natale. Come se nel frattempo tu non possa fare proprio nulla, a partire da oggi, a partire da adesso.
Perché nonostante la buona volontà il 90% delle diete alla moda fallisce sul lungo periodo?
Possono essere tante le ragioni ma soffermiamoci su due elementi in particolare:
- Si basano sulla forza di volontà
- Non spiegano come cambiare le abitudini alimentari
Certo la forza di volontà è utile, permette di fare il primo passo, può servire in alcuni momenti critici ma non è sufficiente.
La forza di volontà è un’energia soggetta ad esaurimento.
Questo si spiega fisiologicamente col fatto che il nostro cervello si sforza, consumando tanta energia per concentrarsi su tutti gli impegni quotidiani e quando si satura non ha più “la testa” per seguire altre regole, a volte molto rigide, come quelle legate al cibo e all’alimentazione.
Non basta nemmeno la famosa frase “Se vuoi puoi”.
Perché anche “se vuoi” ci sono tanti aspetti, spesso radicati e profondi, alcuni consci altri inconsci che rendono il processo molto più complesso.

Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce il secondo elemento.
Una dieta alla moda e restrittiva è un approccio che rimane in superficie: ti elenca cosa mettere nel carrello, i grammi di alimento, con cosa abbinarlo e a che ora mangiare. E si presuppone che con un menù schematizzato nei vari giorni della settimana si riesce a modificare il comportamento a tavola.
La verità è che queste indicazioni non si traducono in un reale cambiamento delle abitudini. La vita alimentare implica la gestione di tanti altri aspetti: come si affrontano gli ostacoli che incontri? Come si possono vincere le tentazioni senza ritornare al punto di partenza? Quali sono gli atteggiamenti e gli schemi di comportamento che ti fanno mangiare anche quando non hai fame?
Ecco perché è fondamentale lavorare sulle abitudini, cioè sugli atteggiamenti e comportamenti che attui in automatico e che possono essere resi più funzionali.
Cambiare le abitudini significa poter andare oltre l’ennesima dieta, avere nuove strategie a tua disposizione. In che modo?
Decidere di cambiare implica partecipazione attiva, significa mettersi in discussione e capire cosa è funzionale e cosa non lo è.
Ti sei mai chiesto quali sono i pro e contro del cambiare abitudini alimentari e quali del NON cambiare? Entrambe le situazioni possono avere vantaggi e svantaggi e riconoscerli può fare utta la differenza.
Ho deciso di lasciarti uno schema che può esserti utile per fare un po’ di chiarezza.

Puoi scaricarlo qui in formato PDF.
Non lasciarli dentro la testa, riportali su un foglio di carta.
Potresti scoprire cose molto interessanti.
